Morte bianca a Civitavecchia

Nella centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia, è stato vittima di un incidente sul lavoro un 34enne di Tarquinia, Sergio Capitani.

Era con altri 4 a  12 metri d’altezza, tra il generatore 3 e il generatore 4, ma per non ancora noti motivi (una valvola saltata, un getto di ammoniaca sono le due ipotesi, quest’ultima sostenuta ) è caduto all’indietro sulla piattaforma dove si trovava sbattendo violentemente la testa. E’ morto sul colpo e vano è stato l’arrivo dell’eliambulanza che ha potuto solo constatare il decesso.

L’indifferenza dei padroni di fronte a tutto questo è sconcertante: l’ ENEL si affretta a riferire “Secondo le prime verifiche l’incidente non è stato causato da un’esplosione del tubo sul quale la squadra stava intervenendo per rimuovere un’ostruzione, ma da una fuoriuscita di acqua e ammoniaca”, ma di scuse, condoglianze, qualche sillaba di solidarietà  neanche l’ombra. Evidentemente preferiscono  affibbiare le proprie responsabilità di dover mantenere l’ambiente sicuro a “tragiche fatalità”.

I sindacati  hanno indetto per martedì 6 aprile otto ore di sciopero, “con il blocco totale delle attività di cantiere e dell’area produzione”, non si esclude la possibilità dell’organizzazione di altre iniziative.

Quarantottenne caduto in cantiere

Un violento colpo di un pezzo metallico sul capo,  mentre insieme ad altre persone montava una gru, ha ucciso Luigi Botti, operaio quarantottenne di Fiorenzuola, nel comune di Gazzola (Piacenza).

L’incidente ha avuto luogo  mentre il pezzo era in fase di sollevamento: quando questo è caduto, non ha lasciato scampo alla vittima che è morta sul colpo: vano l’intervento del 118. Le indagini saranno svolte dai carabinieri di Agazzano. L’ennesimo caso che non avrà giustizia.