Donne, guaio senza soluzione. Massimo Fini, misogino schifoso

Questo è l’articolo di Massimo Fini sul Fatto Quotidiano, all’altezza della grande figura di Luttazzi.

Salta subito all’occhio un’estrema misoginia che da un giornale del genere non mi aspettavo assolutamente: appena ho visto il titolo mi è preso un colpo e strabuzzando gli occhi l’ho letto, stupendomi sempre più riga dopo riga, pensando “Ma che diamine..?!”

Dice che per gli uomini la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per le donne l’arabesco. Mi chiedo sinceramente se abbia mai guardato una casalinga fare le faccende di casa.

”  Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe. “

Che cosa?! Ma siamo pazzi?!

Quindi, aldilà del fatto che una può sculettare per strada in minigonna come, dove e quando vuole, le strade sono piene di donne strafighe che camminano con aria imperiale? Vogliamo parlare delle precarie che da mattina a sera si fanno un mazzo così per un pugno di mosche? Se si viene tartassate di telefonate persecutorie non è stalking?

Sig.Fini, non siamo tutte così, e se anche fosse,  la violenza non è mai legittima.

Un cordiale ‘fanculo.